flyk3r | 11 Novembre, 2008 13:53
Poco prima di Natale riceviamo una raccomandata dagli uffici di
Firenze. Dentro c’era una ingiunzione di pagamento degli uffici della
TARSU per i rifiuti prodotti all’interno dell’area Elettro+. Il periodo
di riferimento dell’ingiunzione prende in considerazione solo un unico
trimestre del 2004 e tutti quelli del 2005. Secondo la TARSU,
l’associazione doveva pagare al comune 12.000 euro di tassa dei
rifiuti, più 14.000 euro di multa per non avere denunciato la metratura
quadra occupata dall’associazione, nei suoi anni di attività. Il
mostruoso totale è di 26mila euro, spiccolo più spicciolo meno,
lasciando intuire che presto seguirà anche l’ingiunzione con le tasse
riferite al 2006 con il carico della penale. Il tutto arrivava ad un
totale superiore ai 50000 euro se si considera le spese legali che
dovevamo sostenere. Purtroppo la data ultima per effettuare un ricorso
era molto vicina, e abbiamo dovuto agire in fretta per poter frenare la
valanga di merda che ci stava per piovere sopra.
In breve questo è quello che abbiamo fatto:
Siamo andati all’ufficio del registro per chiedere i carichi pendenti
dell’associazione, recuperare lo statuto e altre richieste
informazioni. Dopo più di un mese sono arrivate le info che avevamo
chiesto. E’ emerso che l’associazione esiste ancora, (qualcuno si
chiederà perché), che Gire è ancora il presidente (le dimissioni non
sono mai state registrate) e che non abbiamo fortunatamente altri
carichi sulla schiena. Questo comunque non influisce sulla legittimità
della richiesta da parte del comune, visto che all’epoca dei fatti,
l’associazione e la sua segreteria erano attivi e pienamente
responsabili.
Il passo successivo è stato quello di contattare un Avvocato. Siamo
andati da Enrico Amante, un avvocato che ci ha consigliato Antonia e
che si è rivelato molto bravo e molto caro anche se disponibilissimo a
dilazionare il pagamento della sua parcella. Tramite esso abbiamo
elaborato una strategia difensiva e effettuato il ricorso presso il
giudice delle tasse e dei tributi. Tanto per mettere uno stoppino.
Il fulcro concettuale del ricorso sta al punto sette del comodato
stipulato fra il quartiere e Rorandelli, proprietario dell’immobile.
Qui infatti è esplicito che tutte le spese comprese i rifiuti sono a
carico del quartiere 4. Fin qui sembrerebbe tutto a posto, se non che,
nel comodato stipulato fra noi e il quartiere, non si fa menzione del
problema in nessuna sua parte. La cosa quindi è purtroppo era passibile
di interpretazione da parte di un giudice, che poteva decidere, che la
clausola è implicita, essendo una tassa come un altra, quindi a carico
dell’usufruttuario. Per questo è stato necessario aprire un ulteriore
causa civile contro il quartiere 4 ( che per fortuna, alla luce dei
prossimi eventi, non è mai stata presentata), in quanto il giudice
delle tasse può determinare solo se la tassa è dovuta o meno, ma non
può risolvere il contenzioso su chi sia il soggetto tenuto a pagare.
Nel frattempo siamo andati a fare una chiacchierata con la TARSU. Li
abbiamo trovato un simpatico ometto che ci ha illuminato molti punti
oscuri. Sembra che la richiesta di accertamenti sia partita proprio dal
consiglio del quartiere 4, che sotto la pressione di un consigliere
dell’opposizione, ha lanciato nelle mani della tarsu l’incarico di
verificare lo stato delle cose, la quale con molta solerzia, ha mandato
periti, si è fatta spedire mappe, planimetrie e quant’altro e ha
calcolato l’importo. La tassa è stata calcolata con un parametro (1,71
euro) applicato alle associazioni no-profit, moltiplicato per i metri
quadri dello stabile: 4400 e rotti. Abbiamo quindi fatto richiesta allo
stesso ufficio di tutta la documentazione relativa al nostro
procedimento. Dopo circa 20 giorni siamo stati convocati dalla
segretaria dell’ingegnere Guidi (lui era sempre molto impegnato), la
quale ci ha mostrato una copia del comodato d’uso che già avevamo e un
monte di scuse e di impossibilità a mostrarci il materiale che gli
avevamo richiesto.
Per quanto riguarda la gestione dell’aspetto politico della faccenda la
situazione è stata in un primo momento molto ambigua. Abbiamo avuto più
occasioni di parlare informalmente del problema sia con Eros Cruccolini
che con il nuovo presidente del Quartiere4, D’eugenio.
Maurizio, Antonio, Sara e Guia hanno posto il problema a questi
soggetti e alle loro segreterie per cercare di risolvere il problema
prima della data ultima di scadenza del ricorso. Alla fine, a tempo
ormai scaduto, mi ha telefonato il D’eugenio, che ci ha convocato nel
suo ufficio per discutere della questione. Il presidente del quartiere
si è rivelato molto disponibile e con un idea ben definita sul da
farsi. D’eugenio ci ha spiegato i motivi dell’incredibile richiesta e
ci ha fornito una soluzione più che accettabile, riducendo di
moltissimo l’importo richiesto per le tasse rifiuti.
Non sto in questa sede ad ammorbarvi la vita entrando nei dettagli e
nei cavilli tecnici, vi basti sapere che il tassello fondamentale della
strategia del D’eugenio è lo stesso che avevamo individuato noi nel
nostro ricorso. Ovvero che l’Elettro+ ERA uno spazio PUBBLICO, e quindi
non è possibile richiedere all’associazione che lo gestiva la totalità
delle tasse. Per questo sono stati calcolati solo i Mq della
palazzina, dove effettivamente avevamo l’uso esclusivo, mentre tutti
gli altri spazi sono considerati giustamente come spazi pubblici
utilizzati da associazioni varie e quartiere per svolgere attività
culturali. Inoltre D’eugenio ha richiesto di eliminare le pesanti
penali (circa 25.000 euro) per la nostra effettiva buona fede e per la
poca chiarezza espressa nei comodati in merito ai rifiuti. In seguito a
svariate riunioni tecniche con i dirigenti della tarsu, del comune, del
quartiere ecc.ecc. siamo giunti ad un accordo. La Tatanka Yotanka si
impegna a pagare 3.000 euro per i rifiuti prodotti. Questo pagamento
verrà probabilmente richiesto all’inizio del prossimo anno, ovvero
gennaio 2009, e potrà essere dilazionato in comode rate, fino
all’estinzione del debito. Il Comune e il Quartiere si impegnano nero
su bianco a chiudere qui la questione, nei secoli dei secoli.